LA STORIA DI GIGI MERONI, LA FARFALLA GRANATA


Pubblicato da il 11.3.15

gigi meroni torino storia morte attilio romero george best farfalla granata
La storia in prosa tra il mito e la tragedia di Gigi Meroni, il "George Best italiano" o "la farfalla granata" morto a soli 24 anni investito dall'auto guidata da Attilio Romero, l'uomo che qualche decennio dopo diventò presidente del Torino.

Per offenderlo, gli dicono che sia incapace di crescere, che vivrà sempre come un eterno ventenne. Gigi Meroni non si offende, perché lo trova un complimento.
Ha i capelli lunghi, la barba e i basettoni, indossa abiti che disegna personalmente, ascolta i Beatles e la musica jazz. Legge i libri, dipinge e scrive poesie. Convive con una donna sposata, il cui matrimonio tentò, invano, di far saltare, irrompendo in chiesa al momento della celebrazione. Guida una Balilla foderata di giallo e con i fari dipinti in oro. Passeggia con una gallina al guinzaglio e si camuffa da giornalista per chiedere alla gente cosa pensa di Gigi Meroni.

Lui è Gigi Meroni ed è quello di più lontano che ci possa essere dallo stereotipo del calciatore. Lo chiamano "la farfalla", per via di quell'agilità e quella leggerezza nel dribblare gli avversari e le condotte morali di una società bigotta. È paragonato al suo contemporaneo e ben più noto calciatore irlandese George Best sia per lo stile di gioco che per la sua vita extracalcistica.

Il CT Fabbri lo vuole in nazionale, deve solo tagliare i capelli. Meroni, naturalmente, rifiuta la convocazione.
Gigi gioca nel Torino, ma Agnelli vuole portarlo a tutti costi sull'altra sponda della città. A tutti i costi o quasi. Desiste quando la Torino granata scende in piazza a difesa del suo idolo. Ma dicono c'entri pure quella storia delle nuovissime FIAT 128, che escono dalla fabbrica tutte rigate dagli "operai granata" del Lingotto...
Muore a soli 24 anni, il 15/10/67, investito dall'auto guidata da Attilio Romero, l'uomo che qualche decennio dopo diverrà presidente proprio del Torino. I benpensanti sferrano un duro attacco al prete che celebra il funerale, reo di aver concesso il rito religioso a quel ragazzo dai modi dissoluti.

La domenica successiva il Torino affronta la Juventus. Meroni aveva predetto all'amico Combin vittoria e gol. Finisce 0-4 per il Toro, risultato mai più replicato. Combin scende in campo, nonostante la febbre, per onorare il compagno, e sigla 3 reti; la quarta la realizza il giovane Carelli, che gioca indossando la n.7 della farfalla granata.

Ciao Gigi, continua a volare leggero sopra questa ipocrisia puritana che ovatta le nostre menti bigotte.

Commenti su "LA STORIA DI GIGI MERONI, LA FARFALLA GRANATA"