LA STORIA DI ROBIN FRIDAY: IL PIÙ GRANDE CALCIATORE CHE NON AVETE MAI VISTO


Pubblicato da il 7.3.14

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La storia di Robin Friday, il calciatore inglese chiamato anche "l'altro George Best" e primo nella speciale classifica dei calciatori più "cattivi" di tutti i tempi.

Robin Friday, nasce il 27 luglio 1952 ad Acton, un quartiere difficile della zona ovest di Londra. Fin da piccolo risulta molto problematico: svogliato ed incostante negli studi, mostra però un notevole talento calcistico. Durante l'adolescenza fallisce vari provini per club prestigiosi di Londra quali QPR, Chelsea e Crystal Palace a causa del suo carattere selvaggio.
A 15 anni lascia la scuola, comincia ad assumere droghe e si mette a fare il muratore. A 16 anni viene sorpreso dalla polizia a rubare un autoradio e finisce in riformatorio: qui rinforza il suo fisico e mostra tutto il suo talento calcistico nella squadra carceraria tanto da ottenere il permesso di potersi allenare con la squadra giovanile del Reading.
Scontata la pena torna ad Acton, il suo quartiere, dove conosce una ragazza di colore e la mette incinta. Robin sposa la ragazza, Maxine, e nel frattempo trova il suo primo ingaggio da calciatore: sono i dilettanti del Walthamstow Avenue Football Club a dargli il primo stipendio (10 sterline a settimana).

Il periodo nel suo nuovo club dura poco, giusto il tempo di mettere in mostra tutto il suo repertorio dentro e fuori dal campo: Robin Friday ha un enorme talento unito ad un carattere che lo porta ad essere donnaiolo, alcolista e drogato. Difetti però che non scoraggiano nel 1971 l’Hayes dall'ingaggiarlo triplicandogli la paga.
Una leggenda narra che una volta l’Hayes ha iniziato una partita in 10: nessuno sapeva dove si trovava Robin Friday: l'hanno trovato al bar dello stadio, completamente ubriaco, e quando fa il suo ingresso in campo sono passati già una decina di minuti. È messo talmente male che gli avversari lo ignorano per tutta la partita ma pochi minuti dalla fine, approfittando della libertà che gli viene concessa, riceve un lancio in profondità e segna il gol della vittoria per la sua squadra. In quella stagione l’Hayes avanza in Coppa d’Inghilterra fino a giocare contro il Reading: nonostante la sconfitta subita, Robin Friday si mette in mostra impressionando Charlie Hurley, manager del Reading, che lo acquista per 750 sterline.

I primi allenamenti nel Reading non partono con il piede giusto: in una partitella Friday riesce a far male due o tre compagni di squadra con la sua foga agonistica, costringendo l'allenatore a farlo allenare con la squdra riserve per evitare che i veterani del gruppo si vendicano. Mister Hurley vorrebbe aspettare quindi a riportarlo in prima squadra in attesa di una maturazione ma pochi mesi dopo il Reading è in una posizione di classifica delicata e non vince da mesi: un piccolo club non può permettersi di fare a meno di Robin Friday.
Il suo esordio in campionato è, secondo la stampa locale, “stupefacente” e la settimana successiva arriva anche il primo gol con i “Royals”. Da qui comincia un crescendo incredibile: in pochissimo tempo quel ragazzo che gioca senza parastinchi, che segna gol sensazionali e che fa una vita sregolata diventa l'idolo dei tifosi del Reading.

Tutto sembra andare per il meglio eppure i suoi demoni non lo abbandonano: fuori dal campo è sempre peggio, viene cacciato malamente da diversi locali per i suoi atteggiamenti eccessivi. I compagni di squadra lo sopportano per via del suo enorme talento, ma alcuni iniziano ad avere malumori. Viene trasferito in una casa vicino alla sede del club, ma non migliora, anzi Friday viene segnalato alle autorità perchè mette dischi Heavy Metal ad altissimo volume in orari notturni, spesso in preda ai deliri del LSD.
Passano così due stagioni al Reading, in cui è comunque sempre il migliore in campo, e nella terza stagione da professionista nei Royals decide di trascinare letteralmente il club alla promozione in terza divisione: un risultato inaspettato e che arriva grazie alle sue 20 reti. Durante la festa per la promozione Robin Friday scavalca i cartelloni pubblicitari, afferra un poliziotto e lo bacia. Su questo episodio in seguito ha dichiarato: “Lo avevo visto tutto serio, invece era un momento di festa. Ma mi sono pentito di averlo fatto, visto che odio così tanto i poliziotti”.

La promozione della squadra ha cambiato Robin Friday, che nonostante sia l’idolo dei tifosi viene costretto ad andarsene dal presidente del club stufo dei suoi comportamenti: viene ceduto così al Cardiff City, una squadra di seconda divisione, che per lui offre 28.000 sterline.
In Galles si presenta subito in grande stile: viaggia in treno senza biglietto e viene arrestato appena arriva alla stazione. L’esordio di Friday con la maglia del Cardiff avviene dopo una notte dove si dice si scoli ben dodici litri di birra: avversario è il Fulham, guidato in difesa dall’ex-pilastro della Nazionale Inglese Bobby Moore. Robin Friday lo ridicolizza, segnando due reti e "omaggiandolo" con una strizzata ai testicoli, un modo per dire “ehi, tu sei una leggenda ma io sono Robin Friday e me ne frego di te”.

Dopo qualche mese Friday salta numerosi allenamenti, arriva spesso alle mani con avversari e compagni di squadra e viene trovato sempre svenuto negli hotel dove la squadra va in ritiro. Prende più volte il treno per andare e venire da Cardiff a Bristol, dove risiede, senza mai pagare il biglietto. Robin Friday in terra gallese passa alla storia grazie ad una rete.
È il 16 Aprile del 1977. Il Cardiff gioca in casa contro il Luton. È una partita maschia, Robin fa di tutto per segnare andando più volte a scontrarsi con il portiere avversario finché non decide di colpirlo al volto con una scarpinata.
Viene ammonito e si scusa, porgendo la mano al rivale, ma Aleksic, questo il nome del portiere, rifiuta la stretta e fa ripartire il gioco passandola ad un difensore: ecco allora che Robin Friday insegue a tutta velocità il difensore, recupera il pallone, punta il portiere, lo mette a sedere e segna. È un gol strepitoso, che la punta del Cardiff festeggia mostrando le dita a V al portiere rivale a terra in segno di vittoria.

La stagione succesiva le cose vanno peggio sia per il Cardiff che per lo stesso Robin Friday che durante l’estate si ammala di un misterioso virus che gli fa perdere oltre 10 chili e lo tiene lontano dai campi di gioco per tre mesi. Quando rientra l’avversario è il Brighton e il suo marcatore è lo stopper Mark Lawrenson, che non risparmia entratacce al limite del regolamento. La cosa fa innervosire talmente tanto Friday che alla prima occasione, su un intervento in scivolata del rivale, lo salta e lo colpisce in pieno volto con un calcio.
Viene ovviamente espulso, ma anziché raggiungere il suo spogliatoio raggiunge quello degli avversari, cerca e trova la borsa di Lawrenson e ci fa la cacca dentro. La misura è colma, il Cardiff in 10 e già ultimo in classifica perde 4 a 0 e Andrews, l’allenatore, lo caccia: Friday finisce fuori squadra e a fine anno annuncia il suo clamoroso ritiro. Così la stagione 1977/78, la quinta da professionista, è l’ultima da calciatore per Robin Friday che si ritira a soli 25 anni.

Torna a casa, nella sua Londra, e viene contattato dal Brentford ma quando ha già svolto il ritiro e sembra essere in forma ci ripensa e molla tutto. Lo contatta anche il Reading spinto da una raccolta di firme dei suoi tifosi, ma anche in questo caso declina: quando il nuovo allenatore, Maurice Evans, gli propone di mettere la testa a posto “per tre o quattro anni, così arriverai anche in Nazionale” Robin Friday risponde chiedendo l’età del manager e aggiungendo poi: “Ho la metà dei tuoi anni e ho già vissuto il doppio di te”.
Finisce a vivere in una casa popolare ad Acton, permanenza che intervalla con quella in prigione, dove viene spedito per essersi travestito da poliziotto ed aver sequestrato droga che naturalmente ha poi consumato lui stesso.
Il 22 dicembre del 1990 Robin Friday viene trovato morto nel suo appartamento londinese a causa di un arresto cardiaco da overdose. Robin aveva appena 38 anni.

Robin Friday viene eletto dai tifosi del Reading “Calciatore del Millennio”. Se ne va con appena 3 stagioni e mezzo al Reading e una e mezzo spesa al Cardiff, senza aver mai giocato in Prima Divisione ne in Nazionale e senza aver mai vinto un trofeo.
Friday era un calciatore duro ed egoista, incapace di giocare con la squadra ma fermo nel suo proposito di puntare e saltare l’intera difesa da solo per segnare, cosa che avveniva poi anche abbastanza spesso.
Un talento frenato soltanto da se stesso. Un talento così grande, comunque, da riuscire in appena 5 stagioni di serie inferiori inglesi ad entrare nell’immaginario collettivo della patria del calcio. Un uomo che, se non è stato un campione, è stato semplicemente perché non ha voluto esserlo. Lui preferiva essere semplicemente Robin Friday, “il più grande calciatore che non avete mai visto”.

Liberamente tratto e rieditato da "L'uomo nel pallone "

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