MANCINI VOLEVA PICCHIARE VERON


Pubblicato da il 4.1.12

Il centrocampista argentino racconta di quando, alla Sampdoria, l'allora compagno di squadra Roberto Mancini voleva dargliene di santa ragione per uno screzio in campo. Ma da quell'episodio è nata poi una stima reciproca.

Juan Sebastian Veron e Roberto Mancini hanno giocato insieme nella Sampdoria e nella Lazio. Dopo nuove esperienze per entrambi, si sono ritrovati all’Inter: Mancini come allenatore e Veron come leader di un centrocampo fortissimo. Due caratteri molto forti e influenti nello spogliatoio. L’attuale allenatore del Manchester City più introverso e riservato ma capace, già da calciatore, di impartire ordini ai compagni in campo. Più espansivo e solare l’argentino, faro indiscusso del centrocampo quasi in tutte le formazioni in cui ha giocato.

Juan Sebastian Veron, intervistato da People, ha raccontato brevemente il suo rapporto con Roberto Mancini, ricordando un vecchio fatto: ai tempi della Sampdoria, il Mancio incurante della differenza di fisico, gli avrebbe messo volentieri le mani addosso prima di essere fermato dai compagni di squadra:

“Una volta alla Sampdoria ho avuto una discussione con Roberto Mancini. Non è una persona semplice, ha una personalità complessa. Adesso andiamo d’accordo e posso dire che mi ha aiutato nella mia carriera. Abbiamo giocato insieme nella Samp e nella Lazio, ed è stato anche il mio allenatore all’Inter. All’inizio il nostro rapporto è stato difficile. Stavamo giocando con la Samp e in una partita contro il Piacenza io battei un corner e lui mi disse che dovevo mettere in mezzo palloni più alti. In quel momento, non so perché, la presi male e lo insultai. Dopo, quando sono entrato nello spogliatoio, vidi che lui mi stava aspettando per picchiarmi. Si era tolto addirittura la maglia e voleva lottare come se fossimo atleti di kick-boxing. Per fortuna alcuni compagni non gli permisero di picchiarmi. Io so che non mi ero comportato bene in campo, quindi, quando poi si è calmato, mi sono scusato”.

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