DONI E ALTRE 16 PERSONE ARRESTATE PER CALCIOSCOMMESSE


Pubblicato da il 19.12.11

Il calcio italiano sembra non aver mai pace: questa mattina è scattato l'arresto per 17 persone, tra cui l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, per l'inchiesta sul calcioscommesse. Secondo gli inquirenti sono state truccate molte partite di Serie B e anche tre partite di Serie A della passata stagione.

La polizia di Cremona, Brescia, Bologna e del Servizio centrale operativo hanno svolto questa mattina all’alba una maxi operazione, denominata "Last Bet" (ultima scommessa) che ha fatto scattare l'arresto per ben 17 persone implicate nello scandalo. Il nome più noto e risonante è quello dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, già squalificato dalla giustizia sportiva per tre anni, per cui è scattata la custodia cautelare per tentato inquinamento delle prove. Infatti l'ex bandiera bergamasca avrebbe tentato di comprare il silenzio di un testimone importante pagandogli parte della salata parcella dell'avvocato.

Oltre a Cristiano Doni sono finiti in manette anche altri nomi noti tra calciatori ancora in attività e non, tra cui Luigi Sartor (ex difensore di Juventus, Inter e Roma nonchè compagno di squadra di Beppe Signori in una squadra ungherese), Carlo Gervasoni in forza al Piacenza e attualmente sospeso, Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio.
I 17 indagati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva: ci sarebbero, infatti, diverse partite “pilotate” dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia. Stavolta, però, sotto la lente d’ingrandimento anche gare del campionato italiano di serie A 2010-2011: Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria del 30 gennaio 2011.

In più gli inquirenti hanno identificato una società con base a Singapore che organizzerebbe a livello mondiale l'alterazione di risultati di molti eventi sportivi, al cui vertice figura un uomo di nome Eng Tan Seet, conosciuto nell’ambiente come “Dan”. Secondo queste ulteriori indagini le scommesse illegali sarebbero state effettuate attraverso siti con sede principalmente in Asia e per questo considerati più sicuri e difficili da monitorare.

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