LA STORIA DEI MITI: FRANZ BECKENBAUER


Pubblicato da il 14.10.11

La storia di Franz Beckenbauer, il primo libero offensivo del calcio mondiale.

Per capire perchè Franz Beckenbauer viene soprannominato "il Kaiser" basta gettare uno sguardo alla sua carriera, la quale si può riassumere in un unico dato: ha vinto tutto. Come se non bastasse è il primo ad aver alzato la Coppa del Mondo sia come giocatore che come allenatore.  

Franz Beckenbauer nasce a Monaco di Baviera il'11 Settembre del 1945 in un quartiere operaio. Alla città bavarese il Kaiser deve davvero tutto: entra nella rosa juniores del FC Monaco a soli dieci anni, si impone in gran fretta, e a quattordici anni entra a far parte delle giovanili del Bayern Monaco.
La famiglia lo segue con affetto in queste sue avventure calcistiche, anche se le difficoltà economiche e lo scetticismo generale dei genitori lo costringono a lavorare, fra una partita e l'altra, come praticante assicuratore. Poco dopo le due attività diventano inconciliabili: Franz è costretto ad una scelta e così, con gran coraggio lascia tutto e nel 1964 debutta da professionista con il Bayern Monaco.

Non passa neanche un anno e nel 1965 si ritrova tra i convocati della Nazionale della Germania Ovest dove esordisce contro la Svezia. Ed è proprio grazie alla nazionale tedesca che ai Mondiali organizzati dall'Inghilterra tutto il mondo scopre "Kaiser" Franz ed il ruolo da lui per primo interpretato: il libero d'attacco. 
Ai mondiali messicani del 1970, Beckenbauer è uno dei protagonisti di una delle partite più epiche della storia del calcio planetario: la semifinale "Italia-Germania 4-3" a cui sono stati dedicati film e libri oltre che targhe commemorative. Beckenbauer e compagni ebbero però la sfortuna di trovarsi davanti la fortissima Italia di Mazzola, Riva, Rivera, Facchetti e Boninsegna

Con la maglia del Bayern Monaco, ad eccezione della Coppa Uefa, Beckenbauer vince tutto il possibile: Coppa delle Coppe, Coppa di Germania, Coppa Intercontinentale Coppa dei Campioni. Dopo il terzo scudetto di fila guida la sua Nazionale ai Mondiali casalinghi del 1974: è lui ad alzare la coppa dei vincitori. Arriva così anche il Pallone d'Oro, che Kaiser Franz si è aggiudicato per ben due volte.
A trentadue anni, sazio di successi, esce di scena, ma ancora non abbandona il calcio giocato. Nel 1977 si trasferisce in America, dove gioca con la squadra di New York al fianco di Pelè e comincia a vincere anche oltre oceano; dal 1977 al 1980 arrivano i trionfi nel campionato di calcio statunitense con la maglia dei Cosmos

Nel 1984 si ritira dal calcio e così Beckenbauer è ambito da giornali ed emittenti televisive fino a quando gli viene offerta la possibilità di allenare la nazionale maggiore. Succede così a Jupp Derwall come commissario tecnico della Germania Ovest. La scommessa è vincente: dopo un secondo posto ai Mondiali messicani del 1986 - sconfitti in finale dall'Argentina del Pibe de Oro Diego Armando Maradona - la nazionale tedesca si prende la rivincita sugli argentini quattro anni più tardi, nei mondiali di Italia '90. Beckenbauer entra nella storia: è stato il primo a vantare un mondiale vinto da giocatore ed uno da allenatore. 

Lasciata la panchina della nazionale nel 1993, dopo una breve parentesi come allenatore dell'Olympique Marsiglia, torna al Bayern Monaco come vicepresidente. Nel 1994 allena la squadra in cui ha speso la sua vita, portandola a vincere il campionato. Poi ne diviene presidente coronando un altro sogno. Nel 1998 Franz Beckenbauer, persona seria che ha sempre concesso poco al gossip, è nominato "giocatore tedesco del secolo" e contemporaneamente boccia l'idea del regista Tony Wiegand di un film sulla sua vita. D'altronde, quale pellicola potrebbe ricreare la sua immensa classe? Quella miscela di grazia e di eleganza, unite ad un fisico atletico e all'ottima visione di gioco, che gli hanno dato la possibilità di sfruttare ogni errore delle difese avversarie e di diventare un giocatore assolutamente unico nel ristretto panorama dei veri fuoriclasse.

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