LA BATTAGLIA PER I DIRITTI TV


Pubblicato da il 5.5.11

Respinto il ricorso dei 5 grandi club che si rifiutano di accettare i criteri di assegnazione della vendita dei diritti collettivi. Le big  Si profila un percorso giudiziario che dividerà ancora di più le big dalle piccole.


In ballo ci sono circa 200 milioni di euro, non certo bruscolini. Una cifra, il 25 % della torta derivante dalla vendita collettiva dei diritti tv 2010-11, che si contenderanno i 20 club partecipanti al prossimo campionato di Serie A. La spaccatura si è verificata per posizioni diverse sui parametri relativi ai bacini d’utenza. Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia federale per ottenere la sospensione dell’esecuzione e l’annullamento della delibera presa a maggioranza dalle altre 15 società di Serie A che aveva fissato i parametri di individuazione dei bacini di utenza assegnandone la ricerca a tre istituti demoscopici.

In sostanza per le altre 15 società il calcolo del bacino di utenza deve essere effettuato comprendendo anche i simpatizzanti e l’audience televisiva, mentre secondo le 5 “big”, i proventi si sarebbero dovuti suddividere sulla base dei tifosi che dichiarano il proprio sostegno ad una sola squadra del cuore.

La Corte ha respinto il reclamo di Inter, Juventus, Milan, Napoli. Galliani (presente in sede federale insieme agli “alleati” Ernesto Paolillo ad dell’Inter, a Rosella Sensi e all’avvocato della Juventus Michele Briamonte) preannuncia battaglia: “E’ solo la prima tappa di una lunga vicenda. Questa decisione è sbagliata e verrà impugnata. Se necessario, andremo avanti in tutti i gradi di giudizio“.

Per le altre 15 società erano presenti Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Luca Campedelli. Il presidente della Lazio raccoglie la sfida: “Faranno altri ricorsi? Possono fare quello che vogliono, noi ci difenderemo dovunque. Intanto però adesso bisogna andare avanti e dare esecuzione alla delibera e permettere agli istituti di fare i rilevamenti. Il voto della Lega? Ha agito in totale legalità effettuando un’assemblea con una votazione democratica, senza violazione di norme e nel pieno rispetto della Legge Melandri".

Lotito continua: “Per questo non si capisce il motivo del ricorso di Milan, Juventus, Inter, Roma e Napoli. Soprattutto, non si capisce come queste società possano sostenere o ipotizzare di aver subito un danno economico se ancora non sono stati presentati i risultati delle ricerche effettuate dagli istituti demoscopici. La loro sembra veramente una linea temeraria“.

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