LA FINE DI UNA STELLA


Pubblicato da il 14.2.11

Oggi Ronaldo annuncia il suo ritiro dal calcio. Con lui finisce anche un'epoca calcistica contrassegnata dalla grandezza del Fenomeno.

Ci sono uomini destinati a restare nella storia del calcio, giocatori che per il loro modo di interpretare questo sport hanno apportato dei cambiamenti tecnici e tattici impensabili prima della loro comparsa sulla scena mondiale. Pensiamo a Johan Cruyff e alla sua Olanda che con il loro calcio totale hanno di fatto inaugurato l’era del calcio moderno, pensiamo agli splendidi attori del Milan di Arrigo Sacchi, una squadra che ha incantato il mondo mentre nel frattempo vinceva tutto quello che c’era da vincere, con Van Basten stella assoluta in mezzo a tanti altri campioni.

Tra questi un posto spetta di diritto a Ronaldo, il Fenomeno del calcio. Quando quel ragazzino brasiliano comparve sul palcoscenico del calcio che conta tutto andava ad una velocità ridotta, è stato lui ad alzare l’asticella un po’ più in alto e se guardiamo alle straordinarie doti dei campioni di oggi, non possiamo non pensare a lui. Da giovanissimo, con il PSV Eindhoven e il Barcellona, era imprendibile: mai i difensori si erano dovuti confrontare con un attaccante così esplosivo, che alla forza fisica abbinava una tecnica sopraffina.

Negli anni ‘90 il calcio italiano era forse il migliore del mondo, naturale allora che il giocatore più forte del mondo approdasse in Serie A. Ha vestito la maglia dell’Inter con la quale ha vinto una Coppa Uefa. Di quella squadra lui era il simbolo nonché il trascinatore assoluto e la sua storia in nerazzurro si chiuse con le lacrime sulla panchina dell’Olimpico di Roma quel 5 maggio famoso. Andiamo poco più avanti nel tempo, fino al luglio 2002, tutti avevano ancora negli occhi l’immagine di Ronaldo che scendeva dall’aereo barcollando dopo aver perso la finale dell’ultimo mondiale francese. Ebbene il Fenomeno riuscì a stupire ancora una volta tutti: con otto gol guidò i verdeoro alla conquista del mondiale nippocoreano.

La carriera di Ronaldo è stata purtroppo costellata da molti, troppi infortuni, le sue ginocchia più di una volta lo hanno tradito. Nel novembre del 1999, nel corso di una partita contro il Lecce si lesiona il tendine rotuleo destro, resta lontano dai campi per oltre cinque mesi, torna ad aprile in occasione della finale di Coppa Italia contro la Lazio. Dopo soli sei minuti il ginocchio cede di botto e il tendine questa volta si rompe del tutto. Nel 2008 il film si ripete di nuovo, Ronaldo intanto è approdato al Milan, nella partita contro il Livorno lo tradisce il ginocchio sinistro, anche in questo caso la diagnosi è impietosa: ancora una rottura del tendine rotuleo.

Così Ronaldo decide di andare a chiudere la sua carriera in Brasile, con la maglia del Corinthians. Il club brasiliano gli da fiducia nonostante il suo essere evidentemente sovrappeso, ma un campione resta tale anche con qualche chilo in più, infatti non manca di dare il suo apporto a suon di gol, una media di 0,5 a partita. Ora però ha deciso di dire basta, complice forse la clamorosa esclusione dalla Coppa Libertadores contro i colombiani del Tolima che ha portato ad una dura contestazione dei tifosi anche nei suoi confronti, forse semplicemente perché a 35 anni davvero non ce la fa più.

Nella giornata di oggi ha convocato una conferenza stampa con la quale darà il suo annuncio, ma alcuni quotidiani brasiliani hanno già anticipato quello che il Fenomeno avrebbe confidato ai suoi amici più intimi: “Non riesco più a fare le cose che vorrei. Penso di fare una cosa ma poi le gambe non rispondono, così non mi diverto più, meglio smettere. Quando torno dall’allenamento sono così stanco che non riesco nemmeno a prendere in braccio i miei figli”. Dopo la delusione di coppa aveva preannunciato che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, l’addio arriva però con alcuni mesi di anticipo.

Si spegne così la stella brillantissima di Ronaldo, il giocatore che ha portato il calcio nel futuro. Chiude la sua carriera con un palmares impressionante: due Mondiali, uno conquistato a soli 18 anni, due Coppa America e svariati trofei europei tra cui la già citata Coppa Uefa, ma anche una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. A livello personale non si possono dimenticare i due Palloni d’Oro, i tre Fifa World Player e svariati titoli di capocannoniere, compreso quello dei mondiali 2002. Non serve aggiungere altro se non un sentito “Grazie, Ronaldo”, credo che tutti gli appassionati di calcio nel mondo glielo debbano.

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