LA STORIA DEI MITI: LEV YASHIN


Pubblicato da il 8.2.11

La straordinaria carriera del leggendario portiere sovietico Lev Yashin, il primo e finora unico portiere della storia del calcio a vincere il Pallone d'Oro.

Lev Yashin (Jašin) nasce nel 1929 a Mosca da una famiglia di operai sovietici ed ha un’infanzia difficile, tanto da essere costretto ad iniziare a lavorare in fabbrica ad appena 12 anni. Le sue qualità si evidenziano nell’ambiente di lavoro: i suoi colleghi di fabbrica gli tirano al volo bulloni e altri oggetti e lui con una tale prontezza di riflessi riesce sempre ad afferrarli. Ancora più incredibile è il fatto che Yashin non inizia con il calcio bensì con l’hockey sul ghiaccio, riuscendo nel 1953 a vincere il campionato sovietico difendendo la porta della Dinamo Mosca. Dopo la vittoria nel campionato di hockey avviene però l’incredibile: quando sembrano perse le speranze per diventare calciatore, nel 1954 Khomič, il portiere titolare della squadra di calcio della Dinamo Mosca, si infortuna gravemente. Così la polisportiva moscovita ricerca proprio nella sua squadra di hockey il portiere mancante individuando nel venticinquenne Lev Yashin il sostituto ideale. Da questo momento in poi diventa l'estremo difensore titolare della Dinamo Mosca e non cede più la sua maglia numero uno sino alla fine della sua leggendaria carriera

Inizia quindi una serie di successi impressionante con la Dinamo: cinque campionati sovietici (1954, 1955, 1957, 1959, 1963) e tre coppe dell'URSS (1953, 1967, 1970). Contemporaneamente all'affermazione in prima squadra, arriva anche la convocazione in Nazionale: dal 1954 al 1967, partecipa ad una Olimpiade, a due Europei e a quattro Mondiali. Nel 1956 viene convocato per la selezione sovietica alle Olimpiadi di Melbourne e proprio lì avviene la consacrazione a livello mondiale: subisce solo due reti in tutto il torneo e trascina l'Unione Sovietica alla vittoria del titolo olimpico. In questo periodo gli viene attribuito il soprannome di Ragno NeroYashin infatti gioca con una tenuta completamente nera e i suoi eccezionali riflessi danno l'impressione che egli ha ben più di due "sole" braccia per parare. Nel 1958 arriva ai quarti di finale nei Mondiali in Svezia uscendo proprio contro i padroni di casa. Nel 1960 Yashin vince la prima edizione degli Europei di calcio, subendo appena due reti. L'URSS si scontra rispettivamente contro l'Ungheria agli ottavi, la Spagna ai quarti, la Cecoslovacchia in semifinale e la Jugoslavia in finale, sconfitta per 2-1 al Parco dei Principi di Parigi. Nel Campionato mondiale di calcio del 1962 in Cile l'URSS viene nuovamente eliminata ai quarti di finale dai padroni di casa. Al termine di questi Mondiali Yashin annuncia il ritiro per poi però ripensarci dopo pochi giorni. 

Il 1963 è l'anno del Pallone d'Oro e per Yashin un anno indimenticabile distinguendosi sia in campo nazionale, dove in 27 partite subisce solo 6 reti, che in quello internazionale. Sempre nel 1963 si svolge un'amichevole per celebrare il centenario della Football Association, tra Inghilterra e Resto del Mondo, terminata 2-1 per gli inglesi. Yashin gioca solo la prima frazione di gioco, ma il poco tempo che gli viene concesso basta per strabiliare i 100.000 di Wembley con le sue parate: respinge tutti i tiri degli inglesi e lascia così inviolata la sua porta. Due anni dopo, in Spagna, si svolgono le fasi finali del Campionato Europeo di calcio 1964. Yashin trascina nuovamente i sovietici in finale, dove però ha la meglio la Spagna che porta a casa il suo primo alloro internazionale. Nel 1966 partecipa al suo ultimo Mondiale da titolare portando la compagine sovietica alla conquista del quarto posto, tuttora il miglior piazzamento assoluto della selezione sovietica. Nel Campionato Mondiale di calcio 1970, a quarant'anni, viene nuovamente convocato in Nazionale anche se solo come portiere di riserva. 

Per i meriti sportivi acquisiti nel corso della sua carriera Yashin viene insignito nel 1967 dell'Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica. Il suo ritiro dall'attività agonistica avviene a 41 anni e il 27 maggio 1971, a Mosca, in uno stadio Lenin tutto esaurito (103.000 spettatori), si celebra la partita d'addio. Tra i protagonisti in campo a rendere omaggio a Yashin ci sono anche BeckenbauerBobby CharltonFacchetti e Pelé. Nell'arco di tutta la sua carriera colleziona 326 presenze con la Dinamo Mosca, 74 con la Nazionale sovietica, lasciando inviolata la sua porta in 207 occasioni e neutralizzando 86 calci di rigoreYashin è considerato un innovatore del ruolo del portiere essendo il primo caso di estremo difensore a comandare la retroguardia dalla propria area. Dopo il ritiro Yashin ha allenato squadre minori e anche alcune giovanili in Finlandia. Nel 1985, a seguito di una grave malattia, subisce l'amputazione di una gamba. Muore nel 1990, ad appena 60 anni, a causa di un male incurabile. La sua morte non ha offuscato il ricordo di quel grande campione che questo calciatore è stato. In suo onore, non solo in Russia, sono stati istituiti numerosi premi e riconoscimenti che portano il suo nome, come il Premio Yashin che viene assegnato dalla Fifa al miglior portiere del Mondiale.

Commenti su "LA STORIA DEI MITI: LEV YASHIN"