LA STORIA DEI MITI: GARRINCHA


Pubblicato da il 24.1.11

La storia di Garrincha, il Dio del dribbling.

Garrincha nacque il 28 ottobre 1933 a Pau Grande, bidonville vicino a Rio de Janeiro dove la gente venera ancora oggi il suo nome. Settimo figlio di una guardia notturna, subì in tenera età un’operazione chirurgica per guarire dalla poliomelite. Sfortunatamente gli causò la malformazione della gamba sinistra, più corta rispetto alla destra. I dottori che lo seguirono dissero che non sarebbe più stato capace di camminare correttamente. Garrincha però li smentì, divenendo la più grande ala destra della storia del calcio.

Dopo aver tentato invano di passare le selezioni del Vasco, dell’America e del San Cristoval, finì nel Botafogo. Così comincia la carriera di Garrincha che lo porterà a disputare 608 gare segnando 244 gol e conquistando il titolo carioca nel 1957, nel 1961 e nel 1962. La consacrazione internazionale arrivò durante le sue apparizioni ai mondiali di calcio del ’58 in Svezia e del ’62 in Cile. Le sue ingannevoli finte ipnotizzavano i difensori avversari, consentendo a lui ed al Brasile di vincere le prime due "coppe Rimet".

Nella competizione mondiale del 1958 Garrincha venne oscurato dall’astro nascente di Pelé, il quale ottenne maggiori riconoscimenti dalla stampa. Ma nel mondiale del ’62 in Cile Pelé subì un infortunio nella seconda partita del girone preliminare: Garrincha si sobbarcò sulle spalle l’intera squadra e le sue magnifiche prestazioni consentirono alla Seleção di ripetere la vittoria di 4 anni prima in Svezia. Garrincha rischiò di saltare la finale per un’espulsione rimediata nella semifinale contro il Cile ma la FIFA, straordinariamente, acconsentì affinchè Garrincha giocasse la finale con la Cecoslovacchia nella quale il Brasile si impose per 3-1.

Dal 1963 però la sua carriera ebbe una svolta negativa. In quest’anno infatti subì un’operazione al ginocchio, causata da un incidente stradale, che ne limitò le prestazioni seguenti. Nel mondiale del 1966 in Inghilterra partecipa all'eliminazione della Seleçao nel girone preliminare, nel quale Garrincha subì l’unica sconfitta della sua carriera con la maglia verdeoro. Proprio questa partita segnò l’addio di Garrincha dalla Seleção, con la quale disputò complessivamente 50 partite ufficiali, segnando 12 gol tra il 1955 ed il 1966.

Giunto ormai a fine carriera giocò con Corinthians, Flamengo e fece brevi apparizioni in Francia e in Italia, sino al suo addio al calcio nel 1973.La sua figura rappresentò un mito: la stampa dell’epoca lo definì come un calciatore fantastico e impareggiabile, grazie alla sua grande velocità, alle reti impossibili, agli assist perfetti e soprattuto alle finte eccezionali. Scompare il 20 gennaio 1983 a Rio de Janeiro non ancora cinquantenne distrutto dall’alcool, dimenticato da tutti, ingrassato e in completa miseria.

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