LA STORIA DEI MITI: EUSEBIO


Pubblicato da il 3.1.11

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La carriera del primo grande giocatore africano della storia del calcio.
Soprannominato la "Pantera nera", Eusebio nasce il 25 gennaio del 1942 a Lourenço Marques in Mozambico, all'epoca colonia portoghese.  
Eusebio da Silva inizia a giocare da giovane con la squadra locale dello Sporting Club Lourenço Marques ed emerge immediatamente per la bravura ed il suo imponente fisico (175cm per 73kg). E' tale il suo talento da essere oggetto di un'aspra contesa tra le due grandi squadre di Lisbona: lo Sporting e il Benfica
Non appena concluse le serrate trattative e sbaragliata la forte concorrenza, il Benfica si assicura le prestazioni  calcistiche di Eusebio alla giovane età di 18 anni.

Nel suo debutto in Portogallo realizza il primo di una lunga serie di gol per il club della capitale lusitana. Confermandosi un incredibile talento mette a segno l'eccezionale cifra di 317 gol in 301 partite disputate. Potente attaccante, dalla velocità e dall'accelerazione assolutamente eccezionali, Eusebio è noto per i suoi dribbling sfuggenti, entrati nel suo repertorio tecnico grazie alle partite giocate per strada durante la gioventù. La presenza di Eusebio è così determinante che in due anni diventa il protagonista dei trionfi europei del Benfica contro "l'arrogante" Real Madrid di Alfredo Di Stefano nel 1961 e nel 1962 vincendo anche il Pallone d'Oro.

Debuttando con la maglia della nazionale del suo paese d'adozione nell'ottobre del 1962 contro il Lussemburgo, Eusebio gioca un ruolo importante nella prima qualificazione assoluta del Portogallo per i Mondiali, quelli di Inghilterra 1966. E' in quell'occasione che Eusebio si trasforma in un fenomeno globale. 
Nel primo turno il Portogallo elimina Ungheria (3-1), Bulgaria (3-0) e il Brasile detentore del titolo mondiale umiliato da una doppietta di Eusebio (3-1). Nei quarti di finale la squadra iberica e il suo straripante attaccante africano realizzano una rimonta che rimane per sempre nella storia dei Mondiali di calcio: da un incredibile 0-3 contro la Corea del Nord, il Portogallo realizza un eccezionale recupero con quattro gol realizzati dalla "Pantera nera", vincendo per 5-3. Quella partita assicura ad Eusebio e al Portogallo un posto tra le leggende del calcio internazionale e rimane tuttora uno dei più incredibili ed appassionanti incontri della storia. Alla fine i portoghesi vengono eliminati in semifinale dagli inglesi padroni di casa (1-2) e futuri campioni, ma con i suoi nove gol in sei partite Eusebio ha guidato praticamente da solo il Portogallo verso un rispettabilissimo terzo posto.

Simbolo di lealtà e orgoglio verso la sua terra d'adozione, Eusebio rimane nel Benfica per poco meno di quattordici anni segnati da una lunga serie di successi prima di accettare un'allettante proposta negli USA. La "Pantera nera", considerato tuttora il più grande giocatore portoghese di tutti i tempi, viene ricordato da una statua in bronzo che si erge con orgoglio fuori dal leggendario Stadio de la Luz, sede del Benfica.
Dopo quarant'anni, i successi di Eusebio non hanno perso il loro prestigio ed egli rimane un eroe incontrastato dello sport portoghese di tutti i tempi.

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