LA STORIA DEI MITI: OMAR SIVORI


Pubblicato da il 13.12.10

storia omar sivori
Alla scoperta della carriera del primo "giocoliere" del calcio e della sua sfrontata irriverenza per gli avversari.

Il grande campione argentino Omar Sivori nasce il 2 ottobre 1935 in Argentina, a San Nicolas dove comincia a tirare i primi calci al pallone nel campetto municipale della città. Viene così notato dagli osservatori del River Plate di Renato Cesarini, un ex giocatore della Juventus e successivamente è ingaggiato dai millionarios.

Omar Sivori viene presto soprannominato "el cabezon" (il capoccione, per la folta capigliatura scura che spiccava sul corpo minuto) oppure "el gran zurdo" (per l'eccezionale sinistro di cui è dotato). Con i biancorossi di Buenos Aires, Sivori è campione d'Argentina per un triennio, dal 1955 al 1957. 
Sempre nel 1957 con la nazionale argentina vince la Coppa America in Perù dando vita con altri due fuoriclasse argentini, Antonio Valentin Angelillo e Humberto Maschio, ad un trio destinato a rimanere nella memoria con il nome di "Angeli dalla faccia sporca" per l'aria da impertinenti scugnizzi che i tre hanno sul campo e fuori.
 
Poco dopo Omar Sivori raggiunge l'Italia e la Juventus: Umberto Agnelli, all'epoca presidente, lo ingaggia su segnalazione dello stesso Renato Cesarini, pagandolo ben 160 milioni, cifra record che consente al River Plate di ristrutturare completamente lo stadio e di costruirne la copertura per le tribune. 
Al suo arrivo a Torino, Sivori rivela in breve tutto il suo talento: considerato l'inventore del tunnel, non conosce le giocate banali, è nato per stupire, per divertire e per divertirsi. Immenso per i suoi dribbling e le sue finte, segna e fa segnare diventando il primo giocoliere del calcio moderno irridendo, con i suoi calzettoni abbassati e il suo carattere irriverente, gli avversari in campo e in panchina.

Il suo limite però è rappresentato dal nervosismo che lo accompagna: provocatore, non sa tenere a freno la lingua, è vendicativo. Nei dodici anni di carriera in Italia accumula ben 33 turni di squalifica. 
Milita al servizio della Juventus per otto stagioni vincendo 3 scudetti e 3 Coppe Italia e segnando ben 167 gol in 253 partite. Nel 1960 con 28 reti vince la classifica dei cannonieri del campionato italiano e nel 1961 "France Football" gli assegna il prestigioso Pallone d'Oro. Omar Sivori veste per nove volte anche la maglia azzurra della nazionale italiana da oriundo, segnando 8 gol e partecipando allo sfortunato Mondiale cileno del 1962.Nel 1965 Sivori divorzia dalla Juventus e si trasferisce al Napoli dove in compagnia di Josè Altafini manda in visibilio la tifoseria partenopea. Abbandona il Napoli e l'Italia a causa di una pesante squalifica rimediata prima della fine del campionato 1968-69 e rientra in Argentina.
Dopo tanti anni nel 1994 riprende il rapporto di lavoro con la Juventus, con l'incarico di osservatore per il Sud America. Omar Sivori è stato anche commentatore per la Rai: poco diplomatico da giocatore non era cambiato in tv con giudizi netti, forse troppo per un'emittente di Stato. 
Negli ultimi anni di vita lascia l'Italia per tornare a vivere in Argentina dove muore il 18 febbraio 2005 a 69 anni a causa di un tumore al pancreas.

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