LA STORIA DEI MITI: JOHAN CRUYFF


Pubblicato da il 20.12.10

La storia di Johan Cruyff, il calciatore protagonista del calcio totale di Ajax e Olanda ed uno dei più grandi miti del calcio.

Ancor prima di Maradona e di Platini, in Europa si è elevato sulla schiera dei miti del calcio Hendrik Johannes Cruijff detto Johan e spesso scritto Cruyff al di fuori dei Paesi Bassi. Un pioniere della nuova era del calcio totale, un grande campione diventato negli anni settanta il re del calcio giocando nell'Ajax, nel Barcellona e nell'Olanda. La sua storia ha dell’incredibile: Cruyff viene addirittura scartato dal servizio militare per colpa dei suoi piedi decisamente piatti e con le caviglia sformate, le stesse che lo porteranno sul tetto del Mondo.

Nato nel 1947, il giovane Cruyff viene iscritto nelle giovanili dell'Ajax da sua madre, dove la sua naturale abilità fu subito evidente. Johan firma il suo primo contratto all'età di sedici anni, debuttando in prima squadra con un bel gol nel 1965. Nella stagione 1966/67 colleziona ben 33 reti in 34 incontri. Nello stesso anno debutta anche in nazionale, andando in rete alla prima apparizione.

La caratteristica di essere considerato un fumatore accanito e uno sbandato fa di Cruyff un uomo fuori dal comune, che difficilmente si conforma allo stereotipo di un giocatore comune.
La sua singolarità si manifesta ancor più nel rettangolo di gioco dove la sua classe, le sue accelerazioni e il nuovo modo di interpretare il calcio fanno di lui un extraterrestre.

Cruyff nell' Ajax viene formato con estrema cura da Rinus Michels, che lo schiera con il ruolo di centrocampista con propensione all'attacco in un fluido schema 4-2-4. I risultati sono a dir poco spettacolari: tre titoli olandesi consecutivi a partire dal 1966 ed una partecipazione alla finale della Coppa Europea nel 1969. Nel 1971 viene premiato come Calciatore Europeo dell'Anno, ricevendo il Pallone d'Oro che vincerà anche nel 1973 e nel 1974. A partire dallo stesso anno con Cruyff nel ruolo di regista creativo, l'Ajax vince tre Coppe dei Campioni consecutive, grazie ad uno stile di gioco sempre più offensivo e spregiudicato. 

Dopo i successi con i lancieri di Amsterdam, nel 1973 Cruyff passa al Barcellona per la cifra, allora record, di oltre un miliardo e trecento milioni: al primo colpo il club catalano vince con lui lo scudetto che mancava in casa blaugrana da quattordici anni. Il suo numero di maglia, il 14, diventa un mito in tutto il mondo. A livello internazionale, nonostante le crescenti risorse di giocatori ed il genio di Cruyff, l'Olanda non è però riuscita ad arricchire la sua serie di successi internazionali fino alla qualificazione alle finali dei Mondali 1974. In tale occasione infatti, la forma eccezionale ed ispiratrice di Cruyff contribusce a spazzare via gli avversari e l'Olanda incanta il mondo. La squadra arriva in finale, ma si trova davanti una Germania che ben presto frustra le ambizioni degli olandesi.

Quattro anni più tardi il giocatore annuncia il suo ritiro dal calcio europeo ed internazionale com'era tipico del suo carattere imprevedibile, ma Cruyff rispunta negli Stati Uniti prima di tornare all'Ajax. All'inizio della stagione 1983/84 passa alla squadra rivale, il Feyenoord e all'età di 37 anni, è protagonista del miglior calcio della sua carriera ed è determinante per la vittoria del primo campionato della sua squadra in 10 anni.

Smette di giocare poco tempo dopo e diventa allenatore, raggiungendo invidiabili successi durante i suoi nove anni trascorsi nel Barcellona, con il quale vince quattro campionati spagnoli e la prima Coppa delle Coppe nella storia del leggendario club iberico. Il mito Cruyff resiste tuttora nella memoria degli appassionati e ogni maglia numero 14 nel mondo ricorda le gesta di un calciatore semplicemente unico. È fuori dal calcio da molto tempo e ora Cruyff sta lottando contro un tumore ai polmoni. Forza Johan sconfiggi anche questo avversario!

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