LA STORIA DEI MITI: ERIC CANTONA


Pubblicato da il 10.12.10

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La storia della carriera di un mito del calcio dalla forte personalità.

Eric Cantona ha giocato nel Manchester United dal 1992 al 1997, conquistando cinque scudetti in sette anni e gettando le basi per quello che sarebbe divenuto un ciclo leggendario e che dura tuttora.
La carriera di Eric Cantona - classe '66 - inizia a 7 anni quando viene tesserato per l'S.O. Caillols rivelandosi un ottimo centravanti, e approdando quindi nel 1981 all'Auxerre.
In Borgogna rimane per sette anni, esordendo nella Ligue francese il 5 novembre del 1983 a soli 17 anni. Nel 1988 conquista il titolo europeo under 21 con la nazionale francese, ma già da un anno faceva parte anche della nazionale maggiore.

Con la Francia ha sempre avuto un rapporto tormentato: quando non viene convocato per una delicata trasferta in Cecoslovacchia, Cantona (intanto passato al Marsiglia), si infuria e in diretta Tv insulta il Ct. Non sarà l'ultimo gesto sconsiderato: al Marsiglia litiga violentemente con l'allenatore, da Bordeaux scappa dopo appena 4 mesi e a Montpellier prende a schiaffi un compagno di squadra.
Ritorna nuovamente a Marsiglia ma tra lui e l'allenatore non c'è feeling, così riparte alla volta del Nimes: qui, durante una partita di campionato, colpisce l'arbitro che lo aveva ammonito.

Questo è il periodo più buio di Eric Cantona: viene considerato un bullo, una mela marcia. Sembra che nessuno voglia più ingaggiare un giocatore che, seppur dotato di una classe cristallina, non si riesce ad inquadrare. Gli vengono inflitti 2 mesi di squalifica e, amareggiato, il francese decide di lasciare il calcio.
Si dedica alla pittura, ma un certo Michel Platini, all'epoca Ct della nazionale francese, gli propone di ricominciare a giocare perchè la nazionale ha bisogno del suo apporto.
Platini consiglia a Cantona di provare con il calcio inglese, dove forse potrebbe trovare la dimensione più adeguata per il suo carattere.

Così, dopo essersi proprosto a diverse squadre, il Leeds United lo ingaggia . In Inghilterra rinasce, il calcio inglese lo esalta e la sua classe gli fa assegnare il soprannome di The King.
Nel 1992 arriva la svolta definitiva della sua carriera: viene acquistato dal Manchester United.
Per cinque anni gli spettatori dell'Old Trafford cantano solo per lui, che ricambia portando i Red Devils a conquistare innumerevoli trofei.

Ma i soliti guai sono alle porte: nel 1995 Cantona ricade nel suo vecchio difetto, perde la testa e colpisce con una mossa di Kung-Fu uno spettatore. Le immagini fanno il giro del mondo e si torna a parlare di Eric Cantona non per i suoi gol o per i numeri da funambolo, ma per il suo pessimo carattere e gli atti di violenza. La sanzione della federazione inglese è immediata e esemplare: 8 mesi di squalifica.
Anche in questo periodo continua ad allenarsi duramente: i ragazzi della primavera lo vedono trattenersi sul campo dopo che i giocatori di prima squadra se ne sono già andati per farsi trovare pronto al rientro.

Il ritorno in campo è da brividi: è il primo di ottobre e all'Old Trafford si gioca Manchester-Liverpool.
I giocatori escono dagli spogliatoi e dagli spalti si alza un vero e proprio boato. È una vera e propria standing ovation e The King dimostra di essere ancora pienamente degno del suo soprannome offrendo un assist e realizzando una rete.

La fortuna e l'ammirazione di cui gode in Inghilterra, però, non trova seguito in patria: non viene convocato nè agli europei del '96 e nè ai mondiali francesi del '98.
Amareggiato per l'ostracismo della sua nazionale e disgustato dal livello di esasperazione che vede nel calcio lascia il Manchester United e l'attività agonistica nel 1998.
La sua uscita, così come la sua carriera, non è priva di polemiche: se ne va sbattendo la porta in faccia ad uno sport che non riconosce più, rovinato dal business sfrenato.

Dal 1998 ad oggi si è dedicato a due tra le sue passioni principali: il cinema e il teatro. Ma il "Re" sarà sempre ricordato su di un campo verde, con un pallone, un avversario da saltare e un portiere da trafiggere. Sempre e comunque con il colletto alzato. Au revoir Eric!

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